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Dott. Danilo Centrella | Specialista in Urologia e Andrologia
L'importanza della dieta nella calcolosi renale
14-05-2020

L'importanza della dieta nella calcolosi renale


Da ormai molti anni gli studi scientifici hanno dimostrato un importante ruolo nella formazione dei calcoli renali e nella prevenzione delle recidive delle coliche renali.

 

É importante pero’ considerare che nessun tipo di calcolosi può essere ricondotto unicamente ad un'alimentazione scorretta e sbilanciata ma in una azione facilitatoria alla formazione.

 

Il fenomeno della calcolosi renale puo’ essere determinato da  una predisposizione di origine genetica, o comunque una malattia od un disturbo predisponente, da una alterazione del meccanismo escretorio delle vie urinarie o da ripetuti stati di disidratazione del nostro organismo. Anche per questo motivo non può essere indicata una dieta precisa ed universale per impedire la formazione dei calcoli renali.

 

Importanza dell'acqua nella prevenzione dei calcoli renali

 

Un'unica ed importante raccomandazione trova un consenso unanime da parte degli studi sulla calcolosi: per contrastare la formazione dei calcoli renali è di fondamentale importanza mantenere idratato l'organismo assumendo una congrua quantita’ di  liquidi con la dieta e distribuendola nell’arco della giornata. La corretta idratazione del nostro organismo permette alle sostanze presenti nelle urine di essere uniformemente diluite, riducendo la  possibilità che precipitino e si aggreghino formando i calcoli.

 

L’apporto idrico deve sempre essere proporzionato al tenore dell'alimentazione ed all'attività fisica, e mai esagerato per il rischio di squilibri idroelettrolitici ed il conseguente iper-lavoro di filtrazione. Il trattamento idropinico con acque oligominerali non può quindi essere protratto per lungo tempo e senza il preventivo consenso e supporto  medico.

 

Le indicazioni scientifiche consigliano il  consumo di acqua pari a circa 2-3 litri al giorno, per permettere un volume urinario sia di 2 litri nell'arco delle 24 ore. Le raccomandazioni scientifiche indicano un costante apporto di liquidi soprattutto nei periodi di maggior necessita’ del nostro corpo, come pasti abbondanti, presenza di perdite idro-saline a livello gastrointestinale e in caso di  sudorazione durante l’attivita’ fisica e sportiva o in un clima  caldo-umido come nel periodo estivo.

 

Un semplice criterio di autovalutazione del proprio stato idratatorio è osservare il colore delle proprie urine. Le urine di colore giallo pallido sono spia di un corretto stato di idratazione, mentre è necessario aumentare l'apporto idrico se le urine appaiono di colore giallo scuro per la presenza di elevato numero di soluti in poco liquido.

 

Spesso, in presenza di calcoli renali si consiglia di preferire l'acqua alle altre bevande, scegliendo acque oligominerali con basso residuo fisso  in modo da contenere l'apporto di minerali quale Sodio e Calcio, il cui aumento nelle urine può favorire la formazione di calcoli.

 

Bevande ricche di ossalati ( favorenti la formazione di calcoli) sono il Caffe’, il tè e i succhi di fruttai, per cui il loro consumo andrebbe limitato soprattutto se il soggetto è affetto da calcolosi di ossalato calcica.

 

Perché non esiste una dieta uguale per tutti i calcoli?

 

Oltre alla ridotta assunzione di liquidi, alcune abitudini alimentari possono favorire la comparsa di calcoli renali in individui predisposti, denominati “stone former” o “produttori di calcoli”.

 

Risulta importante  stabilire con certezza di quale tipologia di calcoli è affetto  il paziente, dal momento che le misure dietetiche utili a prevenire certi tipi di calcoli possono risultare controindicate dinanzi a calcolosi di origine diversa.

 

In presenza di calcoli di struvite (fosfato-ammonio-magnese), tipiche in soggetti affetti da infezioni urinarie ricorrenti, la dieta ha scarso effetto preventivo ma  diviene indispensabile un trattamento antibiotico.

 

La dieta per i calcoli renali deve garantire risultati importanti:

 

1) ridurre l'escrezione urinaria dei sali responsabili della formazione del calcolo ed evitare che si riformi o aumenti di dimensioni

2) aumentare il grado di diluizione dei sali eliminati con le urine

3) aumentare l'apporto delle sostanze definite litogeniche, cioè inibenti la cristallizzazione, come ad esempio l’acido citrico. Tali sostanze infatti, possono inibirne la formazione;

4) ridurre i fattori che predispongono la precipitazione dei sali responsabili della formazione del calcolo come ad esempio gli ossalati.

Per quanto esposto, le variazioni dietetiche nei soggetti affetti da calcolosi devono sempre essere prescritte e monitorate dal medico, che conoscendo la tipologia dei calcoli renali può stabilire la dieta più indicata.

 

I calcoli, infatti, non sono tutti uguali ma nelle forme piu’ frequenti  possono essere composti da:

- ossalato di calcio (i più comuni, presenti in circa il 70% delle calcolosi renali)

- fosfato di calcio (3-10%)

- urato di calcio (10%)

- struvite (10-20%)

- cistina (1%).

 

Perché è importante il PH delle urine?

 

Il PH è il sistema di misurazione dell’acidita’ o basicita’ di un liquido. Le Urine acide (PH<7) sono associate a calcoli di cistina, xantine ed acido urico.

 

Le urine basiche (PH<7) sono associate a  concrezioni renali di fosfato di calcio, calcio carbonato, magnesio fosfato e struvite. I calcoli di ossalato di calcio, i più comuni, si sviluppano maggiormente in ambienti urinari neutri o alcalini.

 

Per quanto riguarda l'influenza della dieta sul pH urinario, si hanno tipicamente urine acide nelle diete ricche di carne , soprattutto  conservata (salumi, insaccati) , ed urine alcaline nelle diete vegetariane o vegane non controllate  e  ricche di verdura e frutta (ad eccezione di prugne e mirtilli).

 

I piu’ importanti alcalinizzanti urinari utilizzati sono il succo di limoni ed il citrato di potassio e sono  particolarmente indicati in presenza di calcoli di cistina ed acido urico.

 

In tali pazienti  la terapia piu’ indicata è alcalinizzare le urine  fino a valori di pH vicini alla neutralità (6,5-7).

 

Un PH urinario maggiore di  7,5 aumenta il rischio di calcoli renali di fosfato di calcio, calcio carbonato, magnesio fosfato e struvite. In questi casi è controindicata l'alcalinizzazione delle urine per il rischio di aumentare il rischio di calcolosi .

 

Perché l’alimentazione ricca di carne aumenta i rischio di calcoli renali?

 

Una dieta ricca di proteine animali conduce più frequentemente ad una calcolosi renale di tipo urico. A causa dell'eccessivo consumo di carne  infatti, l'urina diviene più acida ed aumenta il livello di eliminazione di acido urico e calcio, mentre si abbassa quella dei citrati che impediscono la precipitazione dei cristalli. Nel caso vi sia una predisposizione a calcoli renali di origine urica (accumulo di acido urico) è importante eliminare tutti gli alimenti ricchi di purine  come: acciughe, aringhe, sardine, crostacei, fegato, animelle, rognoni, cuore, selvaggina.

In questo caso è importante assumere elementi  alcalinizzanti urinari come il citrato di potassio ed il citrato di magnesio. Infatti, la solubilità dell'acido urico aumenta alcalinizzando le urine e aumentando il  pH. Molte volte infatti la sola terapia medica con alcalinizzanti urinari è capace di dissolvere calcoli esclusivamente composti da acido urico.

 

Viceversa, in presenza di urine acide, l'acido urico tende a depositarsi e formare calcoli.

 

In alcuni pazienti invece l'alcalinizzazione eccessiva delle urine (pH > 7) facilita la precipitazione dei fosfati di calcio.

 

Essendo ricchi di metionina i prodotti ricchi di proteine andrebbero limitati anche in presenza di calcoli renali di origine cistinica, in cui è indicata l’azione  preventiva e terapeutica dell'alcalinizzazione urinaria. Risulta quindi importante  valutare con il medico la dieta più indicata in presenza di calcoli renali.

 

La Verdura previene o facilita i  calcoli renali?

 

Alcune verdure, come  prezzemolo barbabietole, spinaci , sono particolarmente ricche di ossalati, per cui l'ingestione di quantitativi elevati di tali alimenti potrebbe favorire la comparsa di calcoli di ossalato di calcio.

 

In condizioni normali, circa il 20% dell'ossalato urinario proviene dalla dieta ed è quindi importante una limitazione di alimenti ricchi di ossalati.

 

Molte verdure e mota frutta  hanno azione preventiva nella formazione dei calcoli.

 

LIMONE E SPREMUTE DI AGRUMI: l'acido citrico contenuto in questi alimenti può essere particolarmente utile ai pazienti affetti da calcoli di acido urico, perché, nonostante sia acido, la sua assunzione determina una basicita’ dell’organismo e  aumenta il pH urinario e l'escrezione di citrato, fattori che riducono la formazione di cristalli sia di acido urico che di cistina. Bere abitudinariamente il succo di limone a scopo terapeutico pero’  può essere controindicato in presenza di calcolosi calciche, che si sviluppano maggiormente in ambienti urinari neutri o alcalini.

 

La cipolla ha un potente effetto diuretico e favorisce l'eliminazione dell'acido urico.

 

Il sedano stimola la diuresi, con un'efficace azione drenante sul fegato e sulle vie respiratorie; è pertanto utile in caso di calcoli renali ed insufficienze epatiche.

 

Il carciofo, la mela, il sedano e l’ortica  aumentano l'escrezione di urina.

 

 

Il Sale fa formare i calcoli renali?

 

Una dieta ricca di sale e più in generale di sodio favorisce la formazione dei calcoli renali di ossalato di calcio aumentando l'escrezione urinaria di calcio e riducendo il pH delle urine e l'escrezione di citrato.

 

Oltre a favorire numerose malattie metaboliche come ipertensione, sovrappeso, osteoporosi il sale favorisce quindi anche la formazione di calcoli renali.  Si consiglia di non assumere più di 5 grammi di sale al giorno. In particolare, è bene fare attenzione a snack e cibi confezionati perche’ essi sono fonti molto importanti di sale.

 

Il calcio contenuto nel latte e formaggio e la vitamina D fa venire i  calcoli renali ?

 

Numerosi studi e ricerche hanno valutato il ruolo del calcio nella formazione dei calcoli renali. Molte false leggende sull’eliminazione di latte nella dieta sono oggi sfatate. In realta’ invece si è giunti alla conclusione che nella popolazione sana una dieta ricca di calcio non solo non predispone alla calcolosi delle vie urinarie, ma può addirittura prevenirla riducendo l'assorbimento di acido ossalico.

L’acido ossalico viene infatti legato al calcio assunto con la dieta e non viene assorbito ma eliminato con le feci. Viene perciò raccomandato un assunzione giornaliera  di 800 mg di calcio forniti da latticini. Un elevato aumento  di vitamina D nella dieta, difficilmente realizzabile con la sola alimentazione, puo’ aumentare  l'assorbimento intestinale di calcio causando ipercalcemia (eccesso di calcio nel sangue) ed ipercalciuria (eccesso di calcio nelle urine). Cio’ si verifica spesso  in un paziente che assume integratori di calcio e vitamina D per trattare l'osteoporosi.

 

Dove si trovano gli Ossalati?

Un eccessiva assunzione di acido ossalico nella dieta  è particolarmente dannosa, perche’ favorisce la formazione  di calcoli renali di ossalato di calcio.

 

L’acido ossalico  è presente in molti cibi che assumiamo regolarmente ed è quindi molto difficile eliminarlo completamente.

 

Alcuni alimenti pero’  ne sono particolarmente ricchi e la loro assunzione deve essere ridotta al mininmo:

 

cioccolata, nocciole, cavoli, piselli, asparagi, spinaci e rabarbaro. Molte bevande lo contengono: coca cola e  bevande gassate in genere, succhi di frutta, the.

 

In presenza di questo tipo di calcolosi è importante limitare il consumo di questi alimenti oppure introdurli insieme ad una fonte di calcio (integratori o latticini) in modo da ridurne l'assorbimento intestinale.

 

Il consumo di Alcool e zuccheri fa venire i calcoli renali?

 

Molti studi clinici evidenziano che l'escrezione renale di acido urico ed ossalati è aumentata dal consumo di alcolici.

 

Un consumo smisurato di zuccheri con la dieta aumenta l'eliminazione di calcio nell'urina, di conseguenza il rischio che si formino dei calcoli. Inoltre, alcuni ingredienti dei dolci, come il cacao e cioccolato,  sono particolarmente ricchi di ossalato, aumentando il rischio di calcolosi.

 

L’assunzione di Fibre protegge dai  calcoli renali?

 

 In presenza di calcolosi delle vie urinarie è consigliata una dieta ricca di crusca e fibre, perche’ l'acido fitico contenuto negli alimenti di origine vegetale si lega con il calcio formando composti insolubili e non assorbibili.

 

Frutta e verdura aumentano inoltre l'eliminazione urinaria di acido citrico e citrati, sostanze molto efficaci nell'impedire la formazione dei calcoli. Per questo motivo, il succo di limone - che contiene circa il 5-7% di acido citrico - è l'alimento ideale per chi soffre di calcoli renali. Una buona abitudine quindi è assumere ogni mattina il succo di mezzo limone. Bisogna pero’ evitare l’eccessiva alcalizzazione delle urine in soggetti affetti da calcoli di fosfato di calcio, calcio carbonato, magnesio fosfato, struvite o ossalato di calcio.

 

Gli integratori vitaminici favoriscono i calcoli renali?

 

 Un  eccessiva assunzione  di vitamina C e complessi vitaminici nella dieta sembra favorire la sintesi di calcoli renali, a causa dell'aumentata produzione endogena di ossalati. Per tale ragione, si raccomanda in genere di limitare l'apporto dietetico complessivo di vitamina C (dieta più eventuali supplementazioni) a non più di 1 g al giorno nei soggetti con storia pregressa di calcoli. Prima dell'assunzione di supplementi a base di vitamina C, quindi, i portatori di calcoli di ossalato di calcio dovrebbero eseguire ulteriori accertamenti medici.

 

Che tipo di acqua è importante assumere?

 

 Più che la qualità è importante valutare la quantità di acqua e più in generale di liquidi assunti con la dieta.

 

 Le persone predisposte ai calcoli renali dovrebbero pertanto sforzarsi di bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata (almeno 2 litri d'acqua) e distribuirla costantemente nell’arco della giornata.

 

 In caso di predisposizione a formare calcoli,  o per prevenire nuovi episodi di colica renale, tale quota può essere aumentata fino a 3 litri al giorno ( terapia idropinica).  In generale, più che rispettare una quantità ben precisa di liquidi consumati, è importante adattare l'apporto idrico al contesto ambientale. Il controllo visivo del colore dell'urina è un esame molto semplice che il paziente può effettuare per controllare il proprio stato di idratazione. Le urine non devono mai apparire troppo scure, perche’  aumenterebbe il rischio di formare calcoli renali. La quantità di liquidi deve essere  suddivisa equamente nell'arco della giornata, bevendo un po' di acqua anche prima di coricarsi.

 

Vanno invece evitate alcune bevande come il tè concentrato (ricco di ossalati), coca-cola (assolutamente sconsigliata in caso di calcolosi fosfatiche) ed alcolici (innalzano i livelli d'escrezione dell'acido ossalico e dell'acido urico).

 

In presenza di calcolosi renale ed ureterale  si consiglia in genere l'utilizzo di acque minimamente mineralizzate e di basso residuo fisso che, in quanto povere di sali minerali, favoriscono la diuresi e facilitano l'espulsione di piccoli calcoli renali.